Letizia Paternoster (instagram @letiziapaternoster)

Letizia Paternoster, classe ’99, è una delle migliori promesse del ciclismo italiano, ma non ricorderà il 2020 come un anno sportivamente felice, come ha raccontato alla Gazzetta dello Sport: “L’anno più brutto della mia vita d’atleta. Torno dalle vacanze, finisco sotto una macchina e mi rompo un polso. Per fortuna riesco a correre i Mondiali: argento nell’Omnium e bronzo nella Madison con Elisa Balsamo. Torno, il lockdown. Subito devo fermarmi per un dolore al ginocchio sinistro. Altri due mesi senza bici, con troppi discorsi strani, cattiverie. Le persone parlano senza sapere. Dicevano: ecco, vedi è finita, sparita. Io facevo fatica anche ad andare a fare la spesa, mi faceva male pure camminare“. La giovane ciclista ha poi continuato parlando del futuro e degli obiettivi per il 2021: “Adesso voglio solo pedalare. Ho le spalle più larghe. Devo ringraziare Dario Broccardo, ha sempre creduto in me. E Dino Savoldi, che mi sta dando una forza incredibile, ci stiamo allenando bene a Montichiari. Io, intanto, pensavo in quei momenti alle grandi atlete che si sono dovute rialzare, a Deborah Compagnoni e Lindsay Vonn. Inutile dire quanto ci tengo a queste Olimpiadi, soprattutto dopo aver rischiato di perderla. Dal 9 gennaio vado in ritiro in Spagna con la Trek-Segafredo, poi due settimane con la Nazionale sull’Etna. Ho già un programma in corse su strada, ma l’obiettivo ovviamente la pista. Voglio farmi trovare pronta per tutte le tre specialità: Omnium, Madison e quartetto. Poi deciderà il CT. Il sogno? Andare sul gradino più alto del podio. Lo sogno davvero, non solo a occhi aperti. E’ bellissimo. Ma è anche un tormento perché a un certo punto mi sveglio“.