Fabio Jakobsen (instagram @fabiojakobsen)

In un’intervista rilasciata al Thijs Zonneveld, Fabio Jakobsen ha ricordato il terribile incidente con Dylan Groenewegen durante una tappa del Giro di Polonia lo scorso 6 agosto. Il ciclista della Deceuninck-QuickStep non sa se tornerà mai a correre da professionista: “Il traguardo era dove era sempre stato: in leggera discesa. Sono stato fino all’ultimo chilometro dietro ai miei compagni di squadra Davide Ballerini e Florian Sénéchal. Questa è l’ultima cosa che ricordo. Tutto quello che segue è vuoto. Il mio compagno di squadra Florian si è precipitato in mio aiuto. Mi ha visto sdraiato sull’asfalto, circondato da barriere crollate. C’era sangue ovunque. Le altre persone presenti non hanno fatto nulla: sono rimasti troppo scioccati da quello che mi era accaduto. Florian ha notato che stavo soffocando nel mio stesso sangue. Non riuscivo a muovermi, ha visto il panico nei miei occhi. Di riflesso mi sollevò un po‘ la testa, in modo che il sangue potesse scendere. È tutto quello che riesco a ricordare, la memoria si ferma qui”.

IL FUTURO

Il ciclista olandese ha proseguito parlando del futuro: “Contusione cerebrale. Cranio fratturato. Naso rotto. Palato rotto e lacerato. Dieci denti andati. Parti della mia mascella superiore e inferiore sono scomparse. Tagli in faccia. Un grosso taglio nel mio padiglione auricolare. Pollice rotto. Contusione della spalla. Contusione polmonare. Il nervo della mia corda vocale ha preso un colpo. Glutei fortemente contusi. Finora non è stato trovato nulla che possa limitare le mie prestazioni. Il mio corpo ha subito un duro colpo. C’è la possibilità che non sarò in grado di dare il 100%, ma non lo saprò finché non ci proverò. Il nervo della mia corda vocale sembra guarire bene. Questo è importante perché le corde vocali devono essere in grado di muoversi quando respiro. Ma cosa succede se guarisce solo per il 98% e non per il 100%? Non farà la differenza quando corri per diletto, ma cosa succede se sei impegnato in uno sprint nel WorldTour? Vedremo”.