Radja Nainggolan (instagram @radja_nainggolan_l4)

E’ arrivata l’ufficialità: Radja Nainggolan torna al Cagliari per la terza volta in prestito secco fino al termine della stagione. Il centrocampista belga di proprietà dell’Inter si è sottoposto ieri alle visite mediche a Villa Stuart ed è pronto a mettersi a disposizione del tecnico Eusebio Di Francesco, che lo aveva già allenato nella stagione 2017-18 nella Roma, stagione nella quale la squadra giallorossa raggiunse le semifinali di Champions League. Colpo importantissimo per la squadra sarda che può così sostituire l’infortunato Rog.

IL COMUNICATO DEL CAGLIARI

Il Cagliari Calcio è lieto di annunciare di aver acquisito il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Radja Nainggolan che si trasferisce dall’Inter con la formula del prestito sino al termine della stagione. Come una lunga storia d’amore, tinta di rosso e di blu: il Cagliari e Nainggolan ancora una volta insieme. Perché il ragazzino diventato uomo e calciatore nell’Isola, partito per spiccare il volo ed ergersi sino a campione di livello assoluto, ha sempre portato con sé la bandiera della Sardegna, i Quattro Mori tatuati nel cuore. Nell’agosto 2019 eccolo di nuovo a Cagliari, per trascinare la squadra e tutta la sua gente. Tecnica, classe, leadership, un impressionate strapotere fisico: tre assist e un gol (e che gol) in Cagliari-Fiorentina; progressione e tiro imprendibile all’angolino contro il Torino; la rete capolavoro segnata alla Spal, tra le più belle della scorsa stagione di A. Sono giusto tre istantanee del suo anno in rossoblù. Il Cagliari e Nainggolan, un legame fortissimo. Così forte che quando in un caldo pomeriggio di fine estate il belga, sardo di adozione, svuotava il suo armadietto ad Asseminello, tutti speravano si sarebbe trattato solo di un arrivederci: ‘Ci vediamo presto, Ninja’. Radja Nainggolan è tornato, pronto a indossare ancora la sua 4, a dar battaglia in mezzo al campo, a scrivere nuove pagine nel Cagliari. Ritorno al futuro, ‘Back to the future’. Beni torrau a Casteddu, Radja!”