Ciro Immobile (foto tratta dal profilo instagram @ciroimmobile17)

Ciro Immobile ha raccontato in un’intervista pubblicata dalla rivista francese “France Football” cosa ha provato nel vincere la Scarpa d’Oro nella passata stagione: “Guardo la lista dei nomi che hanno vinto la Scarpa d’Oro, leggo sempre Messi e Ronaldo, oltre a Luis Suarez. Vedermi al loro fianco è semplicemente fantastico. Senza il Pallone d’Oro, quest’anno non assegnato, la Scarpa d’Oro ha un valore aggiunto. Certo, sono due cose diverse. Ma ho battuto Lewandowski, che quest’anno era un potenziale Pallone d’Oro. Parliamo di un trofeo molto significativo per i marcatori”.

GLI ATTACCANTI DA CUI HA PRESO ISPIRAZIONE

Il centravanti della Lazio ha poi proseguito parlando degli attaccanti da cui ha preso ispirazione: “Mi piace citare David Trezeguet, con cui ho lavorato alla Juve. Mi ha lasciato un’impressione incredibile, in area non ho mai visto uno come lui. Aveva coordinazione e tecnica per segnare su qualsiasi tipo di cross con qualunque parte del corpo. E poi ricordo Vieri in Nazionale, Pippo Inzaghi in Champions League, Toni e Gilardino ai Mondiali del 2006. Ho iniziato a capire il calcio con questi ragazzi. In Italia abbiamo avuto tanti grandi attaccanti”. Sulle esperienze all’estero con Borussia Dortmund e Siviglia: “In Germania avrei potuto fare di meglio, ma è stata un’esperienza sfortunata, l’ultima di Jürgen Klopp al Borussia Dortmund. La squadra stava andando male e ne ho risentito anche io. In Spagna non ho mai avuto l’opportunità di esprimere il mio potenziale, ero sempre in panchina anche quando meritavo di giocare. Ho passato un periodo difficile con Emery. Gli italiani all’estero? Marco Verratti, che è un leader al PSG per quello che ha dato alla società e per come lo vedono, è un po un’eccezione. Altri italiani, me compreso, hanno avuto difficoltà all’estero. Non so spiegare il perché. Probabilmente ci adattiamo meno, abbiamo bisogno di più tempo. Zeman? Mi faceva i complimenti: ‘Ma come fai a giocare e ad attaccare con questa forza?’. E non è stato l’unico!”