Allenamento dei calciatori del Napoli (foto tratta dal profilo instagram @officialsscnapoli)

Stamattina alle 13 i calciatori del Napoli sono stati sottoposti al tampone per il Coronavirus in seguito alla notizia della positività di 14 tesserati del Genoa che domenica ha affrontato gli azzurri al San Paolo. Il risultato è atteso nelle prossime ore e sarà decisivo in vista della partita di domenica prossima contro la Juventus. I calciatori e lo staff sarebbero preoccupati per le proprie famiglie considerato che ieri hanno avuto una giornata libera e sono tornati a casa.

LE PAROLE DEL DOTTOR MIRONE

Il dottor Vincenzo Mirone è stato intervistato dalla trasmissione Calcio Napoli 24 Live a proposito delle varie eventualità derivanti dai risultati dei tamponi: “La questione coronavirus dopo Genoa-Napoli? I calciatori del Napoli si sono prestati con grande disponibilità ai tamponi, se ne fanno due a settimana e c’è il fastidio chiaramente ogni volta che lo si fa, sebbene duri poco più di un attimo. Devo dire che i calciatori azzurri hanno accettato la vicenda con grande spirito, anche con un minimo di humor: non abbiamo avuto grandi problemi, va detto. L’iter settimanale da seguire? Già partito adesso, a Castel Volturno ci sono i nostri medici che stanno facendo i test al gruppo squadra, il secondo giro è previsto venerdì. Sono necessarie 24 ore, entro sabato avremo chiara la situazione poi sarà la società con la Juventus a valutare la possibilità di giocare o meno la partita. È una partita a rischio, tra virgolette: già domani il primo giro di tamponi ci farà capire se ci saranno dei positivi. Cosa è accaduto al Genoa dopo Perin e Schone? Quando si parla di carica debole, il concetto è relativo: conta se si è positivi oppure no. Non sono in grado di giudicare cosa sia successo al Genoa, c’è stata una partenza in aereo che denota forse una fretta di giocare, non saprei giudicare. ll protocollo è adatto? Credo che sia fondamentale capire che dobbiamo fare due tamponi a settimana, prima di giocare una partita, e con un certo anticipo rispetto al match nel fine settimana. Questo fa capire come sia rischioso anche aprire uno stadio al 25%, al San Paolo avremmo circa 15mila spettatori e ciò a mio parere sarebbe particolarmente rischioso durante ingresso e uscita dallo stadio. Bisogna fare dei lockdown limitati, non possiamo distruggere l’economia come accaduto nei mesi scorsi: possono essercene di mirati, così come nel calcio. Non possiamo aprire uno stadio, ma avere circa mille persone fin quando non avremo delle garanzie che prima della fine dell’anno, per me, non potremo avere. Atmosfera che si respira a Castel Volturno? Sono tutti molto tranquilli, non sento particolari allarmismi. Domani avremo le idee più chiare. De Laurentiis? L’ho sentito due giorni fa, era in attesa del secondo tampone: era molto tranquillo, abbiamo scherzato ed era contento per la vittoria contro il Genoa”.