Dries Mertens (foto tratta dal profilo instagram @driesmertens)

In un’intervista alla UEFA l’attaccante del Napoli Dries Mertens ha raccontato il suo rapporto con Napoli: “Qui le persone respirano calcio. Dai giovani ai quarantenni, ma anche le nonne e i bambini. È pazzesco, un qualcosa di speciale in Italia. Svegliarsi, prendere il caffè e parlare solo di calcio. Mi chiamano ‘Ciro’, è un nome tipico di Napoli. Penso sia accaduto perché ho iniziato a vivere come loro. Vado in città tante volte, adoro il cibo, il mare e tutte le isole”.

GLI ALLENATORI

Ha proseguito parlando di come Sarri gli abbia cambiato la vita: “Al primo anno di Sarri ho giocato soltanto sei partite dall’inizio, ero arrabbiato. Mi diceva sempre ‘Sei importante per me e la squadra, non preoccuparti perché la tua occasione arriverà’. Così un giorno mi ha schierato come attaccante centrale e sono stato felice perché mi ha cambiato la vita. Mi ha messo da centravanti e mi ha detto ‘Sono sicuro che lo farai bene’“. Su Gattuso e Ancelotti: “Gattuso è davvero un buon allenatore. Penso sia perfetto per il Napoli in questo momento perché sta dando tante possibilità ai giocatori giovani e penso che anche per il futuro possa essere un ottimo allenatore. Ha vinto tanto da calciatore e sa cosa significhi, era qualcosa che mancava alla squadra. Questa è una cosa che abbiamo percepito anche con Ancelotti, uno che ha vinto molto e che provava a trasmettere questa mentalità anche ai calciatori“.

IL BARCELLONA

Il belga ha poi continuato parlando del record di gol con la maglia del Napoli, raggiunto quest’anno: “Ho giocato con Hamsik e non pensavo a niente di tutto questo, poi ho iniziato a segnare, mi sono avvicinato a Maradona e l’ho superato. Poi mi sono avvicinato a Marek e l’ho superato. Essere il più grande marcatore della storia di questo club è qualcosa di incredibile”. Poi ha lanciato la sfida al Barcellona: “All’andata abbiamo fatto una grande partita, segnare ai blaugrana è stato fantastico. Al ritorno sarà tutto più complicato. L’1-1 del San Paolo ci obbliga a far gol al Camp Nou. Senza gol, verremo eliminati. Ci stiamo preparando all’impresa”.