Andrea Dovizioso (foto tratta dal profilo instagram @andreadovizioso)

Simone Battistella, manager di Andrea Dovizioso è intervenuto al podcast della MotoGp per fare il punto della situazione sul suo assistito: “Dovizioso vuole sempre una moto migliore per vincere e una evoluzione costante relativa a tutti gli aspetti tecnici. Credo però che Andrea debba anche migliorare nell’interpretazione della moto, questa è una delle critiche che faccio a lui e anche agli altri piloti”.

LA DUCATI

Sul rapporto con la Ducati: “Ora non abbiamo delle trattative con Ducati. Stiamo definendo un accordo per il 2020. Borgo Panigale preferisce aspettare alcune gare prima di iniziare le trattative con Dovizioso. Quindi probabilmente dovremo attendere fino in Austria per parlare con loro. La decisione spetta a Ducati e per Andrea va bene così. Spero che questa situazione di attesa non crei tensione ad agosto che sarà un mese decisivo. Soprattutto lo saranno Brno e l’Austria”. Sul rapporto con Dall’Igna: “È importante ma come lo è anche avere gli stessi obiettivi. In caso di dubbi meglio evitare. Tra Andrea e Gigi Dall’Igna c’è stata della tensione, è vero, ma più o meno questa non manca mai. Ricordiamoci che Ducati e Dovizioso sono stati gli unici a giocarsi il titolo con HRC e Márquez“.

LE ALTRE OPZIONI

Con la KTM non è scattata la scintilla: “Sì, abbiamo parlato con loro ma ci siamo resi conto velocemente che non c’erano le condizioni per lavorare insieme“. Battistella ha poi proseguito: “Ci sono varie opzioni davanti: Andrea vuole un programma interessante e le condizioni giuste per poter lavorare. Altrimenti non accetterà nessuna offerta in attesa che arrivi. Potrebbe anche restare fermo nel 2021. È un’opzione che prendiamo in considerazione. Vuole continuare ma ad alcune condizioni, altrimenti niente. Dovi però non sta pensando al ritiro. Si sente in forma, sta bene. Probabilmente, incidente in motocross a parte, si trova nel suo miglior momento a livello fisico e mentale. Aspetterà fino a quando non avrà un progetto interessante. Questo non significa ritirarsi ma solo non avere una squadra con cui gareggiare”.