(foto tratta dal profilo instagram @charles_leclerc)

Il fallimento della SF1000 è sotto gli occhi di tutto il mondo, ma per il momento nessuno perderà il posto a Maranello. Nessuno perderà il posto perché ancora non si è capito quale sia il problema del progetto. Binotto continua a dimostrare vaghezza nelle dichiarazioni dando ragione a chi lo accusa di non riuscire a capire dove si nascondano i problemi: “Il progetto complessivo della vettura va rivisto, se necessario dobbiamo ridiscutere anche l’organizzazione per migliorare e rinforzare il metodo di lavoro dove ce n’è più bisogno. Per questo dobbiamo, come squadra, capire quali siano le dinamiche che ci hanno portato alla situazione attuale. Non è tagliando teste che si fa andare più forte una macchina“.

BINOTTO A RISCHIO

Il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Louis Carey Camilleri hanno lanciato un ultimatum al team principal Mattia Binotto: la Ferrari dovrà presto tornare a correre con la possibilità di presentare una vettura competitiva per la prossima stagione. In quel caso Binotto potrà mantenere il controllo, magari tagliando qualche responsabile tra i tecnici. Altrimenti sarà lui a pagare per il fallimento della SF1000.