Ciro Immobile (foto tratta dal profilo instagram @ciroimmobile17)

Bruno Giordano, indimenticato bomber laziale a cavallo tra gli anni ’70 e gli anni ’80, ha parlato in un’intervista al Corriere dello Sport di Ciro Immobile e di quanto sia determinante per la Lazio: “Quando Ciro si scatena, la Lazio diventa difficile da battere. Bisogna fargli i complimenti, lo diciamo da quattro o cinque anni. E’ merito suo e la squadra lo aiuta, quando si mette la maglia si trasforma, lo vedi libero di testa nel giocare”.

IL PARAGONE CON GIORDANO

Può reggere il paragone con Bruno Giordano? “Paragoni è inutile farli, Ciro è un grande campione di questa epoca, ma il calcio è cambiato come regole e modo di giocare. Oggi faccio fatica a vedere entrate toste e dure sugli attaccanti, erano all’ordine del giorno. Ciro è un grande campione, lo sarebbe stato anche se avesse giocato venti o trent’anni fa, magari segnando qualche gol in meno, perché si sarebbe trovato davanti gente come Vierchowod, Gentile o Bruscolotti“. Sulla possibilità che vinca la Scarpa d’oro: “Ci sta, a Verona ha preso un grande slancio e ora c’è il Brescia. Se è quello visto nell’ultima partita, può battere tutti i record, diventare una leggenda e tra trent’anni lo racconterà. Ha anche la possibilità, continuando così, di raggiungere Piola. Credo che Signori sia vicino. Appartiene alla storia di una società gloriosa, quando sei tra i primi quattro o cinque significa che hai fatto grandi cose”.

RIMPIANTI PER LO SCUDETTO?

Secondo l’ex centravanti del Napoli se non si fosse fermato il campionato la Lazio avrebbe avuto qualche chance in più: “Il rimpianto è che si sia fermato il campionato, come rosa la Juve si fa preferire, lo sapevamo, con tre partite a settimana avrebbe avuto più possibilità. La Lazio aveva rinunciato all’Europa, lo stop ci ha danneggiato tanto, ma l’obiettivo Champions è stato raggiunto”.