Novak Djokovic (foto tratta dal profilo instagram @djokernole)

Si riaccendono le polemiche intorno alla serie di positività nel mondo del tennis in seguito all’ormai noto Adria Tour, torneo organizzato dal N°1 al mondo Novak Djokovic nelle scorse settimane. Spalti gremiti, nessuna mascherina e la notizia dei primi positivi al covid, Dimitrov, Coric e Troicki. Nole Djokovic e sua moglie nella giornata di ieri si sono sottoposti al test del tampone a Belgrado e sono risultati positivi, scatenando l’indignazione del mondo del tennis e del web.

IL PASSO INDIETRO

Djokovic si era distinto nelle ultime settimane per le sue dichiarazioni no-vax: “Sono contrario alla vaccinazione contro il coronavirus e non vorrei essere costretto a vaccinarmi per poter viaggiare: se dovesse diventare obbligatorio, dovrei prendere una decisione”. Queste, invece, le dichiarazioni rilasciate nella giornata di ieri dal campione serbo, dispiaciuto per questo spiacevole susseguirsi di positività al virus per un torneo organizzato da lui stesso: “Ci siamo sottoposti al test quando sono rientrato a Belgrado. Il mio risultato è positivo, come quello di Jelena, mentre il risultato dei nostri figli è negativo. Tutto quello che abbiamo fatto nel mese scorso, lo abbiamo fatto con le intenzioni più sincere. L’esibizione aveva lo scopo di unire e favorire la condivisione di un messaggio di solidarietà e compassione tra i paesi. Il tour è stato pensato per consentire ai tennisti di Sud ed Est Europa di esibirsi ad un livello competitivo mentre i Tour ufficiali sono bloccati a causa del COVID-19. Tutto è nato da un’idea filantropica, per devolvere i proventi alle persone che hanno bisogno e vedere la risposta di tutti mi ha scaldato il cuore. Abbiamo organizzato il torneo quando il virus si era indebolito, credendo che ci fossero le condizioni per ospitarlo. Sfortunatamente il virus è ancora presente ed è una realtà con cui dobbiamo imparare a convivere. Spero che il tempo possa alleviare il problema in modo che si possa tornare a vivere come prima. Sono estremamente dispiaciuto per ogni contagio. Spero che non peggiorerà le condizioni di salute di nessuno e che tutto vada per il meglio”.

LE POLEMICHE

Proseguono intanto le polemiche per il video che ritrae Thiem, Dimitrov, Zverev e lo stesso Djokovic mentre partecipano ad una festa in una piccola discoteca di Belgrado il 14 giugno scorso. Sembra invece che non fosse presente in tale occasione il cestista del Partizan Belgrado Nikola Jankovic, anche lui positivo al test, che avrebbe incontrato Djokovic in un’altra occasione, un match amichevole per l’addio di un coach serbo di pallacanestro, Milojevic, andato a lavorare in NBA.

IL PADRE: “COLPA DI DIMITROV”

A gettare benzina sul fuoco c’ha pensato Srdjan Djokovic, il padre di Nole, che, intervenuto a RTL Serbia, ha detto riferendosi al bulgaro Dimitrov: “Non sappiamo dove l’abbia preso, ma l’ha trasmesso (il Covid ndr). Ha fatto molto male a Novak, alla Croazia, alla Serbia e alla mia famiglia. Avrebbe dovuto essere testato nel suo paese di origine“, ignorando così totalmente le gravi e palesi responsabilità del figlio nella vicenda.